28/08/2007

autoritratto (con scrivania)

il primo giorno di ufficio è troppo stordente per descriverlo. nel secondo c'è già più lucidità tra la nausea e la risacca gastrica e morale. dopotutto sembra solo una sedia. e un tavolo. e uno schermo. ma c'è tutta tutta tutta l'impotenza di un essere vivente dietro questi tre oggetti. di fatto sono un servo. e se posso ancora esprimere uno straccio di opinione, non mi va. faccio quel che posso per farmela passare. trasgredisco il trasgredibile. bevo troppo la sera, dormo poco, fumo dove è vietato, coltivo selettivi interessi, scrivo, dissento, leggo libri travianti di cervelli irregolari per dimensione e funzionamento, ho un mio modo di amare e di scopare, dico pubblicamente che dio è falso. per certi canoni vetero-ideologici ce ne sarebbe per fare di me un eretico, un sovversivo, un (udite udite) anarchico. ma la verità è che sono ancora in ufficio a fare il servo, addì 28 agosto 2007. tocca darsi un giro. l'aria puzza più dell'arte e non se ne può più.

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Commenti

non sei un servo, il servo è quello che ha perso la coscienza del suo stato, tu sei pronto per la rivoluzione!

Scritto da: temporaneo | 28/08/2007

Ci sono uomini che toccano il denaro come fosse energia
uomini che perdono la loro vera voce molto presto nella vita
che parlano di cose che non hanno mai visto nella loro vita
milioni di uomini a cui (altri uomini) hanno distrutto il corpo
modificato i sogni posseduta la coscienza
in cambio di luce artificiale
uomini che adorano la scienza come fosse dio e nominano dio come fosse vero
e hanno affidato il proprio corpo al magico potere dell'informazione universale
uomini nascosti sotto una bandiera…
faust’o
Avere la voce è dire la verità su sé stessi senza sentirsi perduti

Scritto da: nina | 28/08/2007

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